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Candidato Sindaco per il Comune di Venezia
Con la campagna elettorale entrata nel vivo, gli interventi iniziano a perdere di lucidità, e proprio per questo tendo ad essere indulgente nei confronti di qualche uscita “estemporanea” come quella pubblicata ieri a firma di Alessandro Maggioni. Credo sia invece importante riportare la discussione su temi reali della città, con poche citazioni ma molta concretezza. Concretezza che vuol anche dire essere lontani dai comportamenti messi in atto dalla sinistra che appoggia Giorgio Orsoni, che sfregia manifesti, che invita Gene Gnocchi a fare battute sulla statura del candidato (grande originalità!), che irride le proposte del programma: francamente, non mi sembrano grandi esempi di pacatezza. Renato Brunetta mai ha risposto, mai ha attaccato e si è invece dedicato a costruire un percorso con l’obiettivo di invertire quel declino che vent’anni di governo della sinistra non sono riusciti nemmeno lontanamente a fermare. E proprio questo dovrebbe essere il corretto approccio culturale per una campagna elettorale amministrativa: valutare l’operato delle giunte precedenti, mettere a confronto i programmi dei candidati affinché i cittadini elettori possano decidere per chi votare. Sinora questo non è successo, e non è difficile capire perché. Con una storia come quella degli ultimi vent’anni, per la sinistra è necessario distogliere l’attenzione dal declino della città, è opportuno non parlare di una coalizione che vede i no global a braccetto con l’Udc come nemmeno in Puglia è potuto accadere, è fondamentale far dimenticare che Giorgio Orsoni è già stato assessore di questo comune. Con queste premesse, parlare di programmi è per loro quasi impossibile. Meglio attaccare, fare battute sul sindaco week-end, sul “bullismo politico”, meglio addentrarsi in analisi politologiche rischiando pure qualche scivolone, diffondere strani sondaggi, il tutto nella speranza che i cittadini non riflettano troppo su come la sinistra abbia accompagnato questa città nella sua lenta agonia. La nostra Venezia, la nostra Mestre e la nostra Marghera hanno invece bisogno di leadership e di autorevolezza, che agli amici della sinistra ricordo non va confusa con l’autoritarismo. Hanno bisogno di un Sindaco che unisca una maggioranza coesa ad uno spessore personale in grado di incidere sui grandi temi che il prossimo decennio dovrà vedere affrontati. A sinistra ci hanno già provato e per lungo tempo, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se siete soddisfatti di come la nostra città è stata amministrata nel passato, se siete convinti che questa coalizione non sia la continuazione di un modello di sviluppo che ha dimostrato il proprio fallimento, allora accomodatevi e votate Orsoni assieme ai centri sociali che lo sostengono. Io invece spero che non vi interessi una coalizione che non parla di programmi, ma che usa Venezia come laboratorio politico per strane alleanze contro natura. Di sicuro siete cittadini attenti, con una propria memoria storica e con una personale autonomia di giudizio, che non permette alle polemiche politiche di distogliere l’attenzione dalle questioni amministrative e programmatiche sul futuro della città. Spero davvero che vogliate pensare come noi che questa città meriti chi sappia darle un futuro diverso: senza ipocrisia riteniamo oggi di poterci proporre a tale ruolo, perché abbiamo un candidato credibile ed autorevole, un programma coraggioso ed una maggioranza coesa e perché siamo convinti che il sorriso e l’amore per la propria città aiutino a far vincere la buona politica.
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