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Candidato Sindaco per il Comune di Venezia
Meno due giorni al voto. Quarantotto ore in cui il centrodestra si gioca il “sogno” di conquistare Ca’ Farsetti. “E che tutti mi diano vincente è già una rivoluzione e una vittoria”. Renato Brunetta, il ministro sceso in campo “per amore della mia Venezia”, è pronto ad accogliere il responso delle urne. “abbiamo bisogno che si vada a votare. Le passeggiate si possono fare lo stesso” aveva invitato dal palco di piazzetta Coin martedì sera, a fianco di Umberto Bossi e Luca Zaia. Ma a prescindere dallo spettro dell’astensionismo, non ha dubbi: “Vinceremo noi”.
Confermato che Renato Brunetta sarà sindaco al primo turno?
E’ molto probabile. L’unica variabile è legata al risultato complessivo delle liste minori, perché se superassero il 5%, per una semplice ragione matematica sarebbe molto difficile per noi fare un 51,52%. Ma il clima lo sentono tutti: è già un fatto epocale che un piccoletto figlio di un venditore ambulante senza santi in paradiso, senza poteri forti alle spalle, semplicemente col suo lavoro sia riuscito a fare questo. Puntini puntini.
Come ha vissuto questa campagna elettorale?
E’ stata molto bella, molto faticosa. Mi sono divertito come un matto e ho fatto tutto quello che volevo fare. Ma mi sono scontrato con il nulla perché da parte del mio avversario non ho visto alcuna proposta. All’inizio ho visto solo insulti e mi sono un po’ amareggiato. MA poi mi è passato subito.
E qual è il modo migliore per rispondere alle critiche, a suo avviso?
Sorridere e pensare che il centrosinistra è ormai in preda a una crisi di nervi, stanno “sclerando”, come dicono i giovani. Io non ho insultato, attaccato né provocato nessuno, loro invece hanno giocato solo su questi aspetti: il doppio incarico, il sindaco weekend, a mezzo servizio. Evidentemente non avevano altro da dire.
Non c’è proprio nulla che ha apprezzato della campagna elettorale dei suoi avversari?
No, non mi è piaciuto nulla. Certo è stata, come è giusto che sia, una grande campagna elettorale all’insegna del pluralismo, mi spiace solo che nei miei confronti sia stata spesso di qualità molto bassa.
E della sua invece, qual è la cosa che ha funzionato di più?
La cosa che ha funzionato di più è Brunetta. Io faccio quindici eventi al giorno, altrettanti discorsi di tutti i tipi: non mi sono risparmiato, alla faccia del weekend. Mi piacerebbe che si facesse il conto delle cose che ho fatto io e di quelle che ha fatto Orsoni: probabilmente lo batterei dieci a uno”.
La Lega avrà il vicesindaco ed è stata da lei definito “l’alleato più fedele”. E’ stato presentato però proprio dal Carroccio l’esposto contro il Quadrante di Tessera, progetto che nel suo programma ha un ruolo centrale.
La Lega avrà il ruolo da vicesindaco, ovvio. Ma una scelta, non un’imposizione. E l’esposto sul quadrante di Tessera è perfettamente legittimo. Io sono totalmente d’accordo con la scelta territoriale e urbanistica di quel progetto, ma è espressione dell’amministrazione comunale e mi riservo di verificare tutto.
E’ una delle cose da fare nei primi cento giorni di governo?
Certo, insieme a una due diligence sui conti del Comune e delle partecipate, poi la vendita di tutte le case pubbliche e la predisposizione di interventi per anziani e per chi soffre, come un contact center che li coccoli e li chiami tutti i giorni, anche solo per scambiare due parole, questo e tutto il resto. Le prime persone che riceverò saranno loro, parola di lupetto, parola di Brunetta.
E Brunetta che tipo di sindaco vuole essere per i veneziani?
Un sindaco che sappia ascoltare e decidere, un cittadino popolare, capace di dialogare con il mondo, non radical chic, non festaiolo o modaiolo, non da salotti, non da terrazze. Che se ne frega dei poteri forti e fa funzionare la macchina del comune, che sta da una parte sola: da quella dei cittadini. E chi mi ha conosciuto come ministro sa che lo faro.
Francesca Fungher.
Da “Il Venezia – Il Mestre”, 26.03.2010
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